
Il freddo cane di questi giorni mi ha trascinato coi pensieri al natale. Allo stare a casa, mentre fuori le strade ghiacciano. E alla tombola con i miei. Da piccoli, per coprire i numeri delle caselle usavamo le bucce d’arancia. Mentre venivano snocciolati i numeri estratti, tra le risate c’era un denso odore d’agrumi. A quell’età non avevo mai visto un arancio, e mai avrei pensato di vederne così tanti come all’inizio di quest’anno. Ai piedi dell’Etna, mentre con l’automobile di Gabriella Guerini, presidente dell’associazione antiracket Asaae, percorrevamo le strade di campagna della provincia di Catania. Grazie a lei ho conosciuto Carmelo Pappalardo e i suoi figli. Persone semplici e coraggiose. Alla morte, hanno scelto la vita. Quella che si guadagna ogni giorno col sudore della fronte.


